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Cinema & Lettura

Cinema & Lettura (2)

Detto anche disegno animato, costituisce un film di corto o lungometraggio a disegni che in proiezione risultano animati per la persistenza delle immagini sulla retina. Il procedimento “immagine per immagine” tipico del cartone animato, ha preceduto l’invenzione stessa del cinema illustrandone i primi passi artistici. Tuttavia, il disegno animato è stato sempre considerato un prodotto minore rispetto al film con attori.
La tecnica consiste nella ripresa di disegni oppure oggetti inanimati fotogramma per fotogramma, permettendo di creare in proiezione l’illusione del movimento: si possono realizzare film d’animazione partendo da disegni, diagrammi, sagome articolate o pupazzi. L’animazione di disegni si realizza attraverso la ripresa singola di una serie di disegni leggermente diversi l’uno dall’altro, in modo da rappresentare le diverse fasi del movimento. Precedentemente all’animazione, viene registrata una pista audio, utile agli animatori, per permettere loro di regolarsi sul numero di disegni da realizzare. In un secondo momento, vengono aggiunti anche doppiaggio, effetti sonori e musica.
Sono stati molti i pionieri dell’animazione in varie parti del mondo (Francia, America, Gran Bretagna, Germania ed a Oriente, il Giappone con i “doga eiga”, divenuti poi “Anime”). Negli anni ’30, però, Walt Disney “monopolizzò” il genere, arrivando a formare un vero e proprio impero personale. Pseudonimo di José Guizao Zamora, nato a Chicago da genitori spagnoli, fin da ragazzino aveva avuto grande passione per gli animali. Già a cinque anni, con matite colorate ritraeva tutti gli animali presenti nella fattoria in cui viveva con la famiglia. Sull’aia compariva anche un topolino, da lui battezzato Mickey Mouse, che Disney riprodusse nelle pose più svariate. Non dimenticando mai il suo “amico” della fanciullezza, tanti anni dopo, il disegnatore non esitò ad immortalarlo rendendolo famoso in tutto il mondo. E così ecco Topolino, che insieme a tanti altri personaggi ideati e disegnati dall’artista, sono diventati protagonisti di cartoni animati conosciuti in tutto il mondo.

Bianco e Nero

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Le prime pellicole regalavano immagini esclusivamente improntate su una varietà di grigi, che sfumavano dal nero al bianco. Le diverse tonalità che rendevano più precise le scene di un film erano il risultato della variazione di intensità delle luci e dei chiaroscuri. L'assenza del colore non era che una tecnologia imperfetta, benchè essa abbia prodotto immagini che resteranno per sempre nella storia del cinema: per il loro fascino, per la loro magia, nonchè per il loro crudo realismo. Quest'ultimo è stato trasmesso, grazie alla maestria dei direttori di fotografia, attraverso istantanee dirette e vive di vita vissuta, di pura drammaticità, di intensa suggestione, di commoventi e struggenti stati emozionali. D'altro canto non può essere sottovalutato come il bianco e nero abbia offerto anche momenti molto divertenti, ironici e di sano buonumore (si pensi agli intramontabili Stanley Laurel ed Oliver Hardy). L'avvento del colore e il suo trionfo, a seguito del perfezionamento della tecnologia, ha portato ad una cinematografia altamente nitida, avanzata e rispondente alle molteplicità cromatiche. E' vero anche che dagli anni '70, la scelta del colore è divenuta un obbligo, soprattutto perchè economicamente più conveniente. Se oggi ancora esistono film in bianco e nero, essi sono soltanto il frutto di scelte stilistiche del regista, si pensi a Schindler's list del 1993, diretto da S. Spielberg, in cui l'unica nota di colore resta quel 'cappotto rosso', mentre il senso di angoscia, di dolore e di tristezza, che pervadono il film, sono resi ancor più marcatamente forti, proprio per l'assenza del colore.